venerdì, dicembre 23, 2005

Zdaure ed Umarells
e che significa tutto ciò corredato da queste foto?

Clicca e scoprilo...




DICIAMO....LIBERTA' DI STAMPA?



ovvero uno su un giornale può scrivere quel che cakkio gli pare?

" GLORIA ETERNA ALL'UOMO CHE PIU' DI TUTTI HA FATTO PER LA LIBERAZIONE E PER IL PROGRESSO DELL'UMANITA" ???????

ma, dico, siamo impazziti o cosa?
La Storia recita le cose in maniera un pò differente e mi sembra che quel tizio tutto fosse tranne che liberatore.
Mah....
Conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio.
Tra le tante cose dette c'è stata anche la seguente battuta :




D'Alema leader dei proletari con barca. Berlusconi ha ironizzato anche sulla barca del presidente dei Ds D'Alema: "A me basta che i suoi elettori considerino che un leader di partito che si presenta come partito proletario dispone di una barca simile: questo mi rende felice", ha detto.




eh...caro baffetto, battuta regolare, 1 - 0 per il Berlusca.
Se poi si vengono a sapere certe cose.... il dubbio cresce con in vento in poppa :P
IL MIO REGALO DI NATALE!!!!



allora, se avevate un dubbio su cosa regalarmi per il prossimo Natale, beh,
fate un salto su ebay e fate un offerta per acquistarla.
Ah...l'offerta a rialzo sta intorno ai 3mln di Euro, ma è il pensiero quel che conta dai!!

Grazie a tutti... :)

giovedì, dicembre 22, 2005

ANTONIO INOKI!!!



ma ve lo ricordate nel cartone animato Tiger Man???
oddio, troppo fiko!!

lunedì, dicembre 19, 2005

BABBI NATALE IMPICCATI...

ma li avete visti in giro per la Vostra ridente città?, che nel periodo di Natale si abbellisce con le decorazioni natalizie.
Tra le belle belle decorazioni, ehm, ci sono anche i "Babbi Natale Impiccati", ovvero, pupazzi di Babbo Natale, altezza più o meno naturale, che vengono applicati OVUNQUE ed in qualsiasi posizione, da "simil salami" appesi ai lampioni, fino a LADRI MANCATI, come ha fatto questa (CREDO) signora qui, in Via Fermi a Roma!!!!

IL BABBO NATALE SCASSINATOREEEEEEEEEEE!!!!!

Pare che se ne sia andato...ma è tutt'altro che una vittoria, anzi.
Ciò significa che la Banca d'Italia era in un momento di vera difficoltà e se la situazione è uscita fuori solo ora, chissà da quanto tempo....



IL DOCUMENTO
Antonio Fazio si è dimesso
la nota di via Nazionale

ROMA - Antonio Fazio lascia la carica di governatore di Bankitalia. Nella nota di Palazzo Koch si legge: "Il governatore ha rassegnato oggi le proprie dimissioni nelle mani del consigliere anziano. Esse verranno presentate al consiglio superiore nell'ordinaria riunione di domani". "La decisione - prosegue il comunicato - autonomamente assunta con tranquilla coscienza, è volta a riportare serenità nel superiore interesse del paese e della banca d'Italia".

"Il governatore Fazio ha servito la Banca e il Paese per quarantacinque anni, dal 1960. Nel corso del suo lungo impegno, intreramente dedicato all'istituto, ha dato impulso alla ricerca economica e istituzionale. Nel Servizio Studi ha costruito, negli anni sessanta, il primo modello econometrico dell'economia italiana, all'avanguardia a livello internazionale. Ha elaborato schemi originali di analisi monetaria applicati con efficacia per la stabilizzazione dell'economia italiana e del cambio negli anni settanta e ottanta".

"La Banca d'Italia - prosegue la nota - con la politica monetaria e del credito, ha abbattuto alla metà degli anni novanta l'inflazione, realizzando in tal modo la condizione per partecipare all'Unione economica e monetaria. A metà degli anni novanta il sistema creditizio era strutturalmente fragile. E' stata condotta un'opera di ristrutturazione e di consolidamento dalla quale è emerso un sistema bancario ampiamente privatizzato, con accresciute dimensioni degli intermediari, solidità economica e patrimoniale, accentuata concorrenza".

"Incessante - afferma ancora via Nazionale - è stata la promozione degli interessi nazionali, in coerenza con gli interessi europei, nel rispetto della legge e con gli strumenti posti a disposizione dell'ordinamento. La valorizzazione dell'indipendenza della Banca d'Italia, del suo assetto, della sua articolazione organizzativa, del suo impareggiabile patrimonio di professionalità e competenza è stata costante. Su questo ricchissimo patrimonio, sull'amore per l'Istituto, sulla costante cura della sua autonomia il Paese può fare pieno affidamento".

(19 dicembre 2005)

venerdì, dicembre 16, 2005

...e alfine giunse anche LUI .
Gira gira gira....la spirale si avvolge attorno all'uomo in cappotto e sciarpa bianca.
La procura di milano gli contesta INSIDER TRADING



La svolta dopo l'arresto dell'ex capo della Bpi
E spunta la lista dei regali di Lodi per via Nazionale
Antonveneta, Fazio indagato
per insider trading

di LUCA FAZZO e GIOVANNI PONS


MILANO - La svolta arriva quarantott'ore dopo l'arresto di Gianpiero Fiorani. Mentre il numero uno della Bpi medita in carcere sulle scelte drammatiche che gli stanno davanti, la Procura di Milano rompe gli indugi e compie l'atto che alza ai massimi livelli l'inchiesta sul malaffare nel sistema bancario italiano. Il nome di Antonio Fazio, governatore della Banca d'Italia, viene iscritto nel registro degli indagati. L'accusa, secondo alcune indiscrezioni, è quella di insider trading. Fazio è incriminato insieme a Fiorani, il pupillo di cui ha voluto, governato e sorvegliato l'ascesa.

Che per il Governatore, già sotto inchiesta a Roma, stesse per arrivare anche a Milano il momento della resa dei conti era nell'aria già dalla sera di martedì, quando - in contemporanea con l'arresto di Fiorani - era iniziato a circolare il testo dell'ordinanza di custodia firmata dal giudice preliminare Clementina Forleo. La Forleo aveva accolto la richiesta di arresti spiccata alla fine di novembre contro Fiorani e quattro complici dalla Procura milanese. Ma mentre la Procura aveva - nel testo della sua richiesta - sfumato il ruolo di Bankitalia il più possibile, evitando accuratamente di scrivere anche una sola volta il nome del Governatore, l'ordinanza del gip portava apertamente alla luce le numerose implicazioni di Antonio Fazio raccolte nei sette faldoni di documentazione allegata dai pubblici ministeri alla richiesta di arresto. È Antonio Fazio il "rappresentante delle istituzioni" che, secondo la magistratura milanese, invece di vigilare sulla correttezza della banca lodigiana tradiva i risparmiatori piccoli e grandi consentendo a Fiorani di dissanguare le casse dell'istituto e accumulando una colossale "cassa nera", utilizzata per arricchimenti privati ed elemosina politiche.

Antonio Fazio è già indagato per abuso d'ufficio dalla Procura di Roma nell'indagine su Antonveneta. Ma è indubbio che lo scenario che il Governatore si trova ad affrontare a Milano è più pesante. Perché a Roma venivano contestate a Fazio le pressioni sull'apparato tecnico di Bankitalia perché dessero il via libera all'Opa che Fiorani si preparava a lanciare su Antonveneta. Mentre a Milano ad essere finito nel mirino è l'intero ruolo di garante dell'ascesa di Fiorani e della sua associazione a delinquere. Ora l'imputazione di insider trading lo colloca in un ruolo chiave: perché, a partire dagli enormi arricchimenti fatti conoscendo in anticipo l'Opa che Barilla si preparava a lanciare su Kamps, è proprio grazie alle operazioni di insider che Fiorani e i suoi complici avviavano il volano dei loro arricchimenti.
Intanto, nella trama che da Lodi conduce a Via Nazionale spunta un'ulteriore pista. Non ci sono solo Fazio e famiglia tra i destinatari dei regali natalizi di Gianpiero Fiorani su cui ora indaca anche la Bce. Repubblica è infatti riuscita a recuperare l'intero documento estratto dal computer del banchiere di Lodi in una perquisizione: ci sono tutto il vertice e i funzionari, in totale una cinquantina di persone. I regali venivano "dosati" a seconda del grado e della funzione ricoperta. La lunga lista comincia dai componenti del direttorio: il direttore generale Vincenzo Desario e il vice direttore Antonio Finocchiaro e l'altro vice direttore Pierluigi Ciocca. I regali risalgono al 2003, ma non si può escludere che possano essere stati restituiti o destinati in beneficienza.

(16 dicembre 2005)

fonte Repubblica.it

giovedì, dicembre 15, 2005

Oggi è sulle prime pagine di tutti i giornali, il terremoto finanziario che sta accadendo in questi giorni in italia, e la scossa non si è fermata, anzi...
buttate un occhio qui sotto.
Fonte - Repubblica.it




Il presidente di Confcommercio lascia "temporaneamente" la sua carica
dopo l'avviso di garanzia per appropriazione indebita per uso irregolare di fondi
Billè: "Mi autosospendo
per riportare serenità"

"Contro di me e l'associazione, attacchi di inaudita violenza"





ed ancora..

Il presidente di Confcommercio accusato di irregolare utilizzo
dei fondi per la compravendita di un immobile di Stefano Ricucci
Avviso di garanzia a Sergio Billè
per appropriazione indebita

"Sono tranquillo, ho agito correttamente"

ecco un estratto dell'articolo che trovate completo [qui]
[...]
L'iscrizione di Billè nel registro degli indagati risale ad alcune settimane fa, ma era stata secretata. Da tempo sotto la lente del procuratore aggiunto Achille Toro e dei suoi collaboratori c'è la vicenda del contratto preliminare per l'acquisto di un immobile destinato a diventare la nuova sede dell'associazione dei commercianti, una compravendita mai avvenuta.

Di quell'episodio Billè ne parlò il 29 settembre scorso con i magistrati milanesi titolari dell'inchiesta sulla scalata a Rcs. Il presidente della Confcommercio raccontò di avere stipulato con Garlsson un contratto preliminare per l'acquisto di un palazzo in via Lima, a Roma, da adibire a nuova sede di Confcommercio e della Confimmobiliare.

Per l'acquisto fu versata "una consistente somma" di 39 milioni di euro, prelevati dal cosiddetto "fondo del presidente", e prima tranche di un pagamento complessivo di 60 milioni di euro. Gli inquirenti vogliono ora capire perché furono anticipati quei soldi per un immobile la cui operazione di compravendita non è stata mai perfezionata.

Circa un paio di mesi fa, di fronte alle numerose indiscrezioni giornalistiche che definivano sospetta la compravendita dell'immobile ai Parioli, Sergio Billè aveva deciso di replicare alle accuse e difendere il proprio operato, arrivando a ipotizzare l'esistenza di manovre occulte contro la sua confederazione, 'rea', a suo dire, di cominciare a dare troppo fastidio ai tradizionali poteri forti.

Parlando in modo più specifico della vicenda legata alla vendita dell'immobile di via Lima, Billè aveva rivendicato il valore strategico dell'investimento e precisato la perfetta legalità delle modalità di acquisto. Il presidente di Confcommercio l'aveva definita "un'ottima operazione", fatta con Ricucci "che assieme a molti nomi di assoluto prestigio del settore del Real Estate - aveva detto Billè - hanno deciso di entrare nella nostra confederazione creando la Confimmobiliare, una federazione che ha subito dato fastidio perché entrava a gamba tesa in un settore che fino a quel momento era gestito da altri".

(7 dicembre 2005)


Sul sito di Repubblica potete anche trovare gli ORIGINALI dell'Ordinanza del GIP nei confronti di Fiorani e co, PRIMA e SECONDA ( è un documento PDF )

mercoledì, dicembre 14, 2005

BECCATI!

hanno cominciato a saltare i primi "inculabili" della situazione, solo che, com'è giusto che sia, "Muoia Sansone con tutti i Filistei" e così pian pianino come le tessere del domino, stanno cascando tutte le tessere fino alla più grande ( Mr. Banca d'Italia ).
Hanno cominciato sacrificando il più fesso della compagnia, ora è toccato a Fiorani ( che sta alloggiando a San Vittore ) e poi?

Questa estate la trasmissione di RAI TRE "Report" ha fatto una bellissima inchiesta andando a toccare tutti i nervi scoperti delle tre scalate fallite, che hanno tenuto banco tutto il panorama politico-economico nazionale, ed estero.

Ma veniamo alla cronaca di Oggi :


il dott. Fiorani

La Finanza in case e uffici di manager vecchi e nuovi di Bpi
Pesanti le accuse nell'ordine di custodia per l'ex ad
Antonveneta, altre perqusizioni
"Fiorani, associazione criminosa"


MILANO - Una quindicina di perquisizioni sono state eseguite stamattina dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata Antonveneta che ha portato ieri all'arresto dell'ex amministratore delegato di Bpi Gianpiero Fiorani. Le perquisizioni riguardano manager della Banca popolare italiana attualmente in carica o che lo sono stati in passato, compresi il presidente Giovanni Benevento e il vicepresidente del Cda Desiderio Zoncada.

Nella notte le Fiamme gialle avevano invece completato alcuni accertamenti di rito presso le abitazioni di Fiorani e delle altre persone colpite dall'ordine di custodia cautelare emesso dal gip di Milano Clementina Forleo. L'ex amministratore di Bpl è ora rinchiuso nel carcere di San Vittore con le accuse di aggiotaggio, associazione per delinquere insider trading, truffa aggravata e appropriazione indebita.

Il quadro accusatorio che emerge nei suoi confronti dal dispositivo di custodia cautelare è davvero pesante. Fiorani, scrive il giudice Forleo, "costituiva, promuoveva, organizzava e dirigeva l'associazione criminosa" ed era lui che individuava "le operazioni immobiliari e finanziarie, dalle quali trarre illeciti profitti". Inoltre, si legge sempre nell'ordine di arresto, si sarebbe occupato "per il tramite dei suoi uomini di fiducia delle trattative, anche occulte" per l'acquisizione della svizzera banca Adamas e la dismissione degli asset immobiliari del gruppo Bpl. Trattative dalle quali "conseguiva per sé e per altri ingenti profitti".

Dalla ricostruzione della procura emerge anche che gran parte dei soldi frutto delle appropriazioni indebite effettuate da Fiorani e dal suo entourage andavano a politici nazionali. I magistrati ritengono che fosse questa la ragione per cui andava preservata "l'italianità" di Antonveneta e della banca di Lodi. I nomi dei politici che beneficiavano dei versamenti sono coperti da omissis. A rivelare la destinazioni dei profitti illeciti ottenuti da Fiorani e soci sono stati alcuni ex collaboratori dell'istituto di credito. Il flusso di denaro era garantito da piccole operazioni illecite, addebiti fittizi e commissioni inventate sui conti correnti dei risparmiatori.

Insieme a Fiorani sono stati arrestati ieri sera l'ex direttore finanziario Gianfranco Boni, considerato il suo braccio destro, e l'ex consulente della banca lodigiana Silvano Spinelli, uomo di fiducia per le operazioni riservate, ora agli arresti domiciliari.

Mandati di arresto sono stati emessi anche nei confronti di Fabio Massimo Conti e Paolo Marmont, gestori del fondo delle Cayman Victoria and Eagle, uno dei principali azionisti della Bpi ma in realtà controllato dallo stesso istituto. Per loro l'accusa è di associazione per delinquere e riciclaggio. Marmont, per ora, non è rintracciabile: secondo alcune fonti si troverebbe in Svizzera, a Lugano.

(14 dicembre 2005) - fonte Repubblica.it






ancora Cronaca di oggi :

L'ex patron Bpi prelevato dalla Guardia di finanza nella sua casa
In manette anche alcuni dei suoi più stretti collaboratori
Antonveneta, arrestato Fiorani
Nel mandato "soldi ai politici"

Le accuse: aggiotaggio, associazione per delinquere
insider trading, truffa aggravata e appropriazione indebita


MILANO - Arrestato Gianpiero Fiorani. Il provvedimento del gip di Milano Clementina Forleo per l'ex numero uno della Bpi ed altre 5 persone è stato firmato in seguito all'indagine della Procura sugli affari occulti della Banca Popolare Italiana per la scalata ad Antonveneta. E dal mandato emergono movimenti di soldi destinati ad esponenti politici. La Guardia di finanza ha eseguito l'arresto di Fiorani nell'abitazione del banchiere a Lodi, per molto tempo considerato un protetto del governatore di Bankitalia Antonio Fazio.

L'operazione è partita ieri sera alle 19. Duecento uomini della Guardia di Finanza sono andati a Lodi, Codogno e Lugano. Hanno perquisito società, uffici di commercialisti e abitazioni. Le accuse per Fiorani sono pesantissime: aggiotaggio (aver diffuso notizie false per alterare il corso dei titoli in Borsa), insider trading (aver utilizzato notizie riservate), truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita e associazione per delinquere finalizzata al compimento di questi reati.

Non solo. Dai mandati di cattura emerge che gran parte dei soldi frutto delle appropriazioni indebite effettuate da Fiorani e dal suo entourage andavano a politici nazionali. Per questa ragione si doveva preservare "l'italianità" di Antonveneta e la banca di Lodi. E' uno dei passaggi cruciali del provvedimento firmato dal gip Clementina Forleo. I nomi dei politici sono coperti da omissis. A rivelare la destinazioni dei profitti illeciti ottenuti da Fiorani e soci sono stati alcuni ex collaboratori dell'istituto di credito.

In sostanza dal provvedimento emerge che parte del denaro andava ai politici, Fiorani e gli uomini a lui vicini guadagnavano mentr ele perdite venivano caricate sui conti correnti dei risparmiatori tramite addebiti fittizi e commissioni.

Con l'ex patron di Bpi, è stato arrestato l'ex direttore finanziario Gianfranco Boni, considerato il suo braccio destro. L'ex consulente della banca lodigiana Silvano Spinelli, uomo di fiducia per le operazioni riservate, è agli arresti domiciliari.

Nell'inchiesta Antonveneta sono stati emessi anche mandati di arresto per Fabio Massimo Conti e Paolo Marmont, gestori del fondo delle Cayman Victoria and Eagle, uno dei principali azionisti della Bpi ma in realtà controllato dallo stesso istituto. Per loro l'accusa è di associazione per delinquere e riciclaggio. Marmont, per ora, non sarebbe rintracciabile: secondo alcune fonti si troverebbe in Svizzera, a Lugano. Conti, invece, è stato arrestato. Indagato, inoltre, anche l'avvocato Ghioldi, fiduciario di una serie di società e conti occulti - secondo le accuse - su cui venivano fatti confluire dai due gestori i proventi delle appropriazioni indebite.

Per Fiorani e Boni si sono aperte le porte del carcere di San Vittore. Le misure chieste dalla procura e firmate nei giorni scorsi dal gip Clementina Forleo, infatti, prevedono la detenzione "più dura" per l'ex ad di Bpi e per il suo ex direttore finanziario.

Indagato a piede libero per concorso anche Giuseppe Besozzi. L'imprenditore agricolo avrebbe avuto un ruolo di rilievo nella scalata occulta della Lodi ad Antonveneta. Non ci sono altri nomi "eccellenti" nel provvedimento.

"Tra Spinelli, Besozzi e il sottoscritto c'è un sostanziale rapporto di società per cui ci dividevamo gli utili prodotti con le operazioni mobiliari", aveva ammesso Fiorani in un interrogatorio nello scorso ottobre spiegando così l'esistenza di una banca nella banca attiva con una cerchia di clienti privati che investivano e guadagnavano in borsa grazie alle informazioni utili procurate dall'istituto.

I magistrati, di fronte a una schiacciante quantità di prove, ("Stiamo tirando le fila di un lavoro enorme, del cui contenuto non sapete quasi nulla", diceva giorni fa una fonte della Procura), hanno deciso di contestare il reato di associazione a un gruppo di indagati, fra cui l'ex presidente e il suo entourage.

L'associazione a delinquere - che va ad aggiungersi all'aggiotaggio e all'infedeltà patrimoniale - già contestati agli indagati, fa sì che l'affaire Antonveneta non sia più inquadrabile come isolato episodio di criminalità economica, ma, di fatto, diventi espressione dell'attività di un gruppo di potere occulto che aveva nella ex Banca Popolare di Lodi il suo braccio finanziario.

La parabola di Fiorani, come quella dei suoi fedelissimi, si è conclusa l'estate scorsa a seguito della vicenda delle intercettazioni telefoniche che hanno coinvolto anche il governatore di Bankitalia e dopo il sequestro delle azioni dei "concertisti" impegnati a scalare la banca padovana. Il gip Forleo vietò a Fiorani e ai suoi l'esercizio dei poteri aprendo la strada all'arrivo del direttore generale Divo Gronchi che ha avviato una profonda opera di pulizia dei conti mentre la partecipazione in Antonveneta, ancora sotto sequestro, è stata ceduta alla rivale Abn.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti i provvedimenti sono scattati dopo le dichiarazionmi dell'ex dirigente di Bipielle Suisse, Egidio Menclossi, supertestimone dell'inchiesta, e in seguito ad accertamenti riguardo l'attività in corso da parte degli indagati. In particolare nel mirino dei magistrati sarebbero finiti alcuni movimenti di denaro sospetti compiuti in queste ultime settimane e riscontrati attraverso controlli incrociati con l'Ufficio Italiano Cambi.

Il sospetto, inoltre, è che il gruppo si stesse riorganizzando in vista dell'assemblea del 27-28 gennaio della Bpi, chiamata a eleggere un nuovo consiglio di amministrazione e nella quale per i pm si stava allungando pericolosamente l'ombra della vecchia gestione.

(13 dicembre 2005)







Ma la cosa più SCANDALOSA è come si fregavano i soldi....!!!!!

Nei verbali i protagonisti delle scalate finanziarie dell'anno
Fiorani, Consorte, Sacchetti ed Emilio Gnutti
"Soldi a politici nazionali"
Il gip: rubavano anche ai morti

Ma la frana di confessioni rischia di portarsi dietro anche Ricucci
Fazio e politici di primo piano su cui la procura sta indagando

di MARCO MENSURATI E FERRUCCIO SANSA


MILANO - Soldi rubati perfino ai morti. Caveau svuotati. Denaro sottratto ai piccoli correntisti della Banca Popolare di Lodi. Ma soprattutto la ricostruzione di una rete di interessi e malaffare in cui compaiono tutti i protagonisti della scalate finanziarie dell'anno: Gianpiero Fiorani, Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti ed Emilio Gnutti. Ma la frana di confessioni e ammissioni rischia di portarsi dietro anche Stefano Ricucci, Antonio Fazio e una galassia di politici di primo piano su cui la procura sta indagando. L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Clementina Forleo e consegnata ieri dalla Finanza è soprattutto la storia del nuovo capitalismo rampante italiano, dei furbetti del quartierino: 58 pagine. Tutto comincia dalle dichiarazione di Egidio Menclossi e da numerosi esposti giunti alla procura. È a questo punto che si presenta D. P., regional manager di Bpi.

L'arrivo in procura del testimone segna la svolta dell'inchiesta: "Il 7 ottobre 2005 - è scritto dell'ordinanza - in Procura il testimone racconta di aver avuto incarichi fiduciari per conto di Gianpiero Fiorani fino all'aprile 2004".

Gola profonda e i politici. "Gli incarichi a me affidati - spiega Gola Profonda - consistevano anche nel finanziamento tramite operazioni strategiche di uomini politici di livello nazionale". I nomi sono stati "omissati" dalla Procura in quanto le indagini delicatissime sono in corso. In particolare ci sarebbe stato un personaggio romano incaricato di segnalare i politici da pagare.

Consorte, Gnutti e soci. Il nome di Giovanni Consorte, il numero uno di Unipol, è uno di quelli che compaiono più di frequente. A pagina 16 del provvedimento si ricorda che Fiorani e soci contavano "sull'appoggio di importanti finanzieri, tra cui Consorte, Sacchetti e Gnutti". Ma è lo stesso Gianpiero a scaricare gli ex compagni di scalata: "Fiorani durante gli interrogatori afferma di aver organizzato la scalata insieme con Gnutti con cui aveva progettato di far confluire i pacchetti di azioni in "mani amiche" che ovviamente non avrebbero dovuto entrare formalmente nel patto sennò sarebbe scattato l'obbligo di Opa". Poi tocca a Consorte: "Anche Consorte viene indicato da Fiorani come soggetto che aveva partecipato alle iniziative, acquisendo ulteriori azioni Antonveneta oltre a quelle già in possesso fino al 3,5%". Quindi l'affondo: "Consorte era considerato fidato perché aveva già collaborato nell'operazione E-Archimede". Ma il passaggio più pesante per Consorte e Sacchetti è a pagina 41. Qui si parla di denaro sonante: i due finanzieri avrebbero ottenuto fidi "per 4 milioni di euro senza garanzia con operazioni parallele e sovrapponibili per operare su opzioni put su Stm, Alleanza, Generali, Enel e Autostrade con guadagni per 1,7 milioni di euro ciascuno".

Le mani sulla banca. "Dagli accertamenti della Procura e della Banca d'Italia - scrive Forleo - emerge che, da anni, Fiorani e soci si erano impadroniti del controllo totale dell'istituto utilizzandolo sia per acquisire il controllo di altri istituti (Popolare di Crema), ma anche e soprattutto per acquisire ingenti vantaggi patrimoniali in favore proprio e di terzi, gestendo e operando in pieno arbitrio, nell'assoluta assenza e nella presumibile complicità di organi interni, esterni e soprattutto istituzionali". I proventi delle operazioni finanziarie sui conti privilegiati erano divisi così: due terzi alla banca (e di qui finivano anche ai politici), un terzo ai correntisti.

Il ruolo di Fazio. A mettere nei guai Fazio sono soprattutto le affermazioni di Luca Simona, vicepresidente di Summa Sa., società utilizzata da Fiorani proprio per conquistare la Crema. "Fiorani mi aveva detto che l'operazione per l'acquisto della Popolare era sicura e garantita in quanto coperta e voluta da Bankitalia". Ma non era questa l'unica somiglianza tra l'"operazione Crema" e le altre successive. "L'operazione Popolare di Crema sembra presentare caratteristiche assolutamente simili alle scalate successive".

Finta italianità. Ma tra le considerazioni conclusive, nel provvedimento c'è un altro passaggio pesante che stigmatizza il "tradimento dei piccoli risparmiatori" e la "difesa pervicace della scalata... i soggetti interessati non potevano essere inconsapevoli, né potevano aver agito per tutelare "tout-court" l'italianità del sistema bancario, volendosi, anzi, dovendosi a tutti i costi con essa proteggere - per evidenti e necessitate alleanze politiche ampiamente emerse durante numerose conversazioni intercettate - chi solo dall'"italianità" del sistema bancario avrebbe potuto continuare a fruire di ingenti e illeciti profitti".

Lo spalma-debiti. Fiorani e i suoi, insomma, imperversavano concludendo operazioni su operazioni. Ma non tutto andava sempre per il verso giusto. Capitava che l'"associazione" andasse in perdita. E allora bisognava rimediare. Come? "Spalmando le perdite sui clienti della banca". Clienti inconsapevoli che si ritrovavano d'improvviso un clamoroso "incremento delle spese per commissioni e delle spese varie". In questo modo, scrive il gip, "sono stati provocati ai piccoli risparmiatori della banca danni enormi".

La truffa dei morti. Ma non è tutto, perché gli indagati avevano trovato anche un altro modo di spalmare i debiti: i soldi li prendevano direttamente dai morti. "Quando qualche cliente moriva se i parenti non si affrettavano a chiedere indietro i denari contenuti nel conto corrente, loro li incameravano". Il caveau. Ma i sistemi per svuotare le casse della banca erano molteplici e non sempre passavano attraverso abili operazioni sui conti correnti dei clienti. "In qualche caso - è scritto nei documenti notificati agli avvocati - gli investigatori hanno trovato ammanchi direttamente nei caveau della banca".

Ricucci & Billé. Massimo Pulcini, il revisore contabile di Magiste (la società di Stefano Ricucci, ndr), interrogato dai pm, dice senza tanti giri di parole: "Garlsson e Magiste (le società impegnate nella fallita scalata alla Rcs, ndr) hanno ottenuto da Bpl affidamenti con tassi fuori mercato. Per quanto riguarda l'operazione di via Lima (il famoso affare da 60 milioni nel quale Billè ha versato subito una caparra da 39 milioni nonostante il rogito sia previsto, forse, nel 2006 al termine della ristrutturazione, ndr) non c'era alcuna giustificazione economica".

Il tesoro di Fiorani. Tra un insider trading e l'altro, Fiorani si è garantito la pensione accantonando una vera fortuna. "Secondo quanto è stato possibile stimare, Fiorani avrebbe attualmente un disponibilità di 70 milioni di euro, già messa in salvo".


(14 dicembre 2005)

martedì, dicembre 13, 2005

Il prossimo libro sul mio Comodino.

Edito da Baldini Castoldi, è un libro interessante che ho sfogliato proprio ieri sera in libreria e credo proprio che lo acquisterò; pagine simpatiche per chi è appassionato dei tatuaggi.
Se avete un tatuatore di fiducia...regalateglielo ;)

"Farsi un tatuaggio è come attaccare le tende, stendere un tappeto o piantare il primo chiodo nell'intonaco nuovo: è decidere che hai traslocato."




"Il gomito di Dorothy Parker"
Costo 15,00 €
Baldini Castoldi Dalai Editore


Inchiostro sull'inchiostro: così si potrebbe riassumere la singolare operazione editoriale di Addonizio e Dumesnil. Un tempo relegati alle braccia di marinai e motociclisti, i tatuaggi e la loro arte sono ormai parte del costume quotidiano, accettati e mostrati senza più imbarazzi. Dai polsi di star e starlettes televisive e cinematografiche alle spalle di casalinghe in via di emancipazione, dai bicipiti insospettabili di bancari ai polpacci di sportivi celebri, i tatuaggi si affacciano ovunque, a tradurre la personalità del loro vettore e portare messaggi chiari o molto oscuri.

E' una moda? In parte lo è. Merita attenzione e rispetto? Non sempre. Sono pericolosi, lo sono per la psiche? Negli anni molti scrittori hanno voluto confrontare la loro penna con l'ago del tatuatore e scrivere pagine colorate sull'argomento, e le curatrici di questa raccolta (orgogliose dei loro tatuaggi) hanno deciso di esplorare questo grande patrimonio di racconti, poesie e diari, un patrimonio che copre tutto lo spettro dell'esperienza umana, dal sublime all'assurdo. Dalle tracce del divino di Flannery O'Connor all'aquila delle banconote di Sylvia Plath, dal potere primitivo di Herman Melville alla compassione di Mark Doty per il marchio indelebile della colonia penale impresso su Kafka, questo grande viaggio attraverso i corpi di uomini e donne illuminati è destinato a rimanere nella mente dei lettori. E sulla loro pelle.

lunedì, dicembre 05, 2005



ma....non è un pò troppo BUZZICO per fare Rocky?

Beh...sono passati pure VENTANNI no???

...e certo che co sto sesso non lasciamo in pace nemmeno i morti!!!!
Guardate qua cosa combinano le accaldate Francesine, allora è vero quello che si dice ;)



Il Pere Lachaise di Parigi ha transennato l'urna del giornalista dell'800 Victor Noir
Le ragazze si strusciavano sul pube del monumento per sposarsi entro l'anno

Atti osceni sulla statua funebre
il cimitero recinta la tomba dell'amore

L'uomo fu ucciso in duello nel 1870, il rito nasce da una leggenda popolare
Ora sull'urna campeggia la scritta:"Ogni strofinamento indecente sarà perseguito"








La statua funebre di Victor Noir

PARIGI - Di certo era malizioso lo scultore che quasi un secolo e mezzo fa realizzò il monumento funebre di Victor Noir, ma sicuramente non immaginava il putiferio che avrebbe scatenato scegliendo di abbondare con il realismo. La sua cura nel rendere fedeli anche i particolari anatomici più intimi, unita all'aura leggendaria che circonda la figura del giornalista francese morto in duello nel 1870, si sono rivelati infatti un mix esplosivo al punto da obbligare le autorità del cimitero parigino di Pere Lachaise a correre ai ripari. La tomba dove riposa Victor Noir è stata infatti recintata per evitare danneggiamenti e gesti osceni.

Yvan Salman, questo il vero nome del giornalista francese vissuto nel XIX secolo, fu ucciso da Pierre Bonaparte, il bisnipote di Napoleone, il giorno prima del suo matrimonio. La leggenda popolare vuole che proprio in virtù del suo sogno d'amore spezzato violentemente, Victor Noir sia in grado di regalare la felicità sentimentale a chi gli rende visita al camposanto. Per questo la sua tomba è da tempo oggetto di pellegrinaggio di fanciulle convinte di scoprire l'amore o di convolare a nozze entro l'anno.

Il tocco malizioso aggiunto dallo scultore alla statua funebre, un pronunciato rigonfiamento all'altezza del pube del giornalista che riposa supino, ha però trasformato questo innocuo rituale in una pratica al limite del film porno. E' diventata infatti abitudine tra le ragazze che si recano a fargli omaggio strofinarsi sul dettaglio anatomico del monumento, a costo di danneggiarlo e di turbare la quiete e il raccoglimento di un luogo spirituale come il cimitero. Da qui la decisione delle autorità del Pere Lachaise, lo stesso camposanto dove riposano altre celebrità come Jim Morrison e Oscar Wilde, a recintare la tomba e affiggere un severo cartello: "Ogni danneggiamento o strofinamento indecente sarà perseguito".

(5 dicembre 2005)



Fonte Repubblica.it