venerdì, novembre 29, 2002

un pò di @@MUSICA!@@ gentilmente proposta a voi da ilpallonedachille

clikkando sulle immagini, anzi "immaggini" come dice il cantante dei Tiromancino, potrete ascoltare un piccolo passaggio della
simpatica canzoncina ! ! ! !

stay tuned!

Some people call me the space cowboy
Some call me the gangster of love
Some people call me Maurice
Cause I speak with the prophecies of love

People talk about me baby
Say I'm doing you wrong, doing you wrong
Don't you worry baby don't worry
Cause I'm right here, right here, right here, right here at home


Cos I'm a pitcher, I'm a grinner
I'm a lover and I'm a sinner
I play my music in the sun
I'm a joker, I'm a smoker
I'm a midnight talker
I get my loving on the run Your the cutest thing that I ever did see
Really like your peaches, wanna shake your tree
Lovy dovy, lovy dovy, lovy dovy all the time
O wee baby I wanna show you a good time


Cos I'm a pitcher, I'm a grinner
I'm a lover and I'm a sinner
I play my music in the sun
I'm a joker, I'm a smoker
I'm a midnight talker
I get my loving on the run

The Jocker - Steve Miller Band




ECCOMIIIIIII !!!

io ci sono sempre, anche se ultimamente mi affaccio poco, ma se bussate da queste parti
qualcuno vi risponde sempre ;).

martedì, novembre 26, 2002


ME ME ME ME MEGALOMEN!!!




rimembranze - 1

questo lo vedevo d'estate a Santa Severa quando papà era di servizio allo stabilimento...
sapete che stasera non mi viene nulla da mettere sul bloghino?
infatti la stanchessa mi si sta portando via.
cose di oggi?
nulla da dichiarare, solo una giornatina niente male sapete, e domani
si prospetta una cosa alla pari di oggi.
Sono le 23.41, stakko la lignea e ci si rivede, sente, blogga, domani sera...forse!
Sommelier docet
domani apro la bottiglia, da vero maestro! o almeno ci provo.
Buonanotte!

lunedì, novembre 25, 2002

Sabato sono stato ad EXPOCARTOON,
ed ho comprato: patate, piselli. fumetti, videocassette, carote,
carta igienica, giornali di donne nude, piiizzette, garelli,
smarmittate..ecc
ma nel mezzo di sto mucchio, ho trovato anche una chicca :
l'edizione U.S.A. di Dylan Dog


DAILAN DOG made USA


questo numero, altri non è che il Numeo 19 italiano MEMORIE DALL'INVISIBILE
una storia veramente STUPENDA!, almeno per i fan dylaniati, lo è !


il mio nome è NESSUNO


Sfogliavo allegramente l'albo appena comprato che, all'improvviso il mio occhio cade su un particolare,
mica da ridere, guardate voi l'dizione AMERICANA


cosa vedono...


e quella italiana


le mie fosche pupille


i baffi di Groucho, spariscono negli states, ma rimangono in Italia.
Che cosa è; censura Politically Correct?
O cosa? ;o)
Cmq, 10 e lode per lo spirito di osservanza!
...e te pareva che gli ammericani non mettevano mano pure li???

Puff...pant

lo diceva sempre Paperino, quando stava affannato,
e mi sa che in questi giorni lo sono un tantinello pure io sapete?
ah! NOTIZIONA...ho visto PAOLA TURCI


I say Fuck you...


, l'ha intervistata Chiara,
ma avevo talmente i cabbasisi per terram che poteva passare
anche Cristina Aguilera colle chiappe di fuori


prima non c'era


non me la sarei
...filata di striscio!!

sabato, novembre 23, 2002

...de Amicitiae

in risposta all'invito lanciato via mail a tutti voi, pubblico su Isabu'
il contributo di Carmen che ci dà il suo pensiero sull'amicizzzia


Vorrei dare il mio contributo all’amicizia con due z e la A maiuscola:
l’Amicizia è quel sentimento totale e disinteressato che ti permette di essere te stesso,
con i veri amici non si deve portare nessuna maschera loro ti accettano così come sei
e ti vogliono bene comunque.
Quando hai bisogno di conforto o di aiuto loro ci sono sempre come tu ci sei per loro .
Spesso considero l’amicizia un sentimento migliore dell’amore,
perché quando un amore finisce lasciandoti senza più risorse ecco il vero amico
al tuo fianco che ti permette di continuare a vivere.
Grazie per l’attenzione
Carmen

venerdì, novembre 22, 2002

non ho saputo resistere, è troppo
divertente
leggete e sappiatemi dire, ah
la fonte autorevole di questo post è Chiara




storie di vita vissuta. dal mio testimoniato preferito.

> it has been brought to our attention by several officials
> visiting our establishment in rome that offensive language is
> commonly used by our italian speaking staff. such behaviour, in
> addition to violating our policy, is highly unprofessional and
> offensive to both visitors and staff. all personnel will
> immediately adhere to the following rules:
>
> 1. words like cazzo, porca puttana or mi sono rotto il cazzo
> and other such expressions will not be tolerated or used for
> emphasis or dramatic effect, no matter how heated a discussion
> may become.
>
> 2. you will not say ha fatto una cazzata when someone makes a
> mistake, or se lo stanno inculando if you see someone being
> reprimended, or che stronzata when a major mistake has been
> made. all forms and derivations of the verb cagare are utterly
> inappropriate and unacceptable in our environment.
>
> 3. no project manager, section head or administrator under any
> circumstances will be referred as figlio di puttana, coglione,
> testa di cazzo.
>
> 4. lack of determination will not be referred to as mancanza di
> palle nor will persons who lack initiative be referred to as
> bradipo or cagone.
>
> 5. unusual or creative ideas offered by the management are not
> to be referred as pippe mentali or idee del cazzo.
>
> 6. do not say come rompe le palle nor ha rotto i coglioni if a
> person is persistent; do not add gli fa ancora male il culo if
> a colleague is going through a difficult situation.
> furthermore, you must not say siamo nella merda (refer to item
> # 2) nor ci hanno aperti when a matter becomes excessively
> complicated.
>
> 7. when asking a someone to leave you alone, you must not
> vattene affanculo nor should you ever substitute may I help
> you? with che cazzo vuoi?
>
> 8. under no circumstances should you ever call your elderly
> industrial partners vecchi stronzi.
>
> 9. do not say me ne sbatto when a relevant project is presented
> to you, nor should you ever answer ciucciami il cazzo when your
> assistance is required.
>
> 10. you should never call partners as frocio or mignotta; the
> sexual behavior of our staff is not to be discussed in terms
> such as culattone or bagascia.
>
> 11. last but not least, after reading a note please don't say
> mi ci pulisco il culo. just keep it clean and dispose of it
> properly.
>
> thank you.
>
> regards, the manager

giovedì, novembre 21, 2002

una cosa sull'amicizia


io credo che gli amici sono quelle persone che, una volta fatte tue,
sono tra le cose più preziose che ci possano essere al mondo.
L'amicizia, è un sentimento molto strano;
non so nemmeno se è poi tanto giusto chiamarlo sentimento, ma andiamo avanti così.
Si dice che un amico, si vede nel momento del bisogno, divide con te le sofferenze e
partecioa alle tue gioie, e tante alte ancora.
L'amicizia, ti può far anche incazzare, ma di brutto
ti hanno mai detto... "si ma, restiamo amici" ?
eh, un po ci si rimane male no?
capita, capita a tutti, prima o poi.
Vi parlo dell'amicizia Xchè in questi giorni la sento particolarmente
vicina a me.
Ieri ho cambiato posto di lavoro, ed ho salutato
molte persone con le quali avevo creato
un rapporto di stima ed amicizia, e in questi giorni
sento il flusso del loro sentimento
investirmi in pieno, e questo mi rende veramente felice.
Tutto questo, mi fa capire quanto è grande il valore
di una persona per un altra persona.
D'altra parte, nel mio nuvo lavoro,
ho già incontrato altre ragazzi che non
mi faranno di certo dimenticare loro, ma che
sicuramente si aggiungeranno
a loro.
...grazie di tutto, AMICI ;o)



Un nuovo amico


Non dico che dividerei una montagna
ma andrei a piedi certamente a Bologna
per un amico in più...per un amico in più
Perché mi sento molto ricco e molto meno infelice
e vedo anche quando c'è poca luce
con un amico in più...con il mio amico in più
Non farci caso tutto passa hanno tradito anche me
almeno adesso tu sai bene chi è
piccolo grande aiuto, discreto amico muto
Il lavoro cosa vuoi che sia mai,
un giorno bene, un giorno male, lo sai
dai retta un poco a me....giochiamo a briscola

Non posso certo diventare imbroglione,
ma passerei qualche notte in prigione
per un amico in più...per un amico in più
E se ti sei innamorato di lei, io rinuncio anche subito sai
forse guadagno qualche cosa di più...un nuovo amico,tu

Perché un amico se lo svegli di notte, è capitato già
esce in pigiama e prende anche le botte...
e poi te le rida'............

Capelli grigi se qualcuno ne hai
è meglio avremo un po' più tempo vedrai
divertendoci come non mai...ancora insieme noi

Non dico che dividerei una montagna
ma andrei a piedi certamente a Bologna
per un amico in più...

Forse guadagno qualche cosa di più...
un vero amico....



mercoledì, novembre 20, 2002


Whenever I'm down
I call on you my friend
A helping hand you lend
In my time of need

Whenever I'm down
I call on you my friend

This is

Whenever I'm down
I call on you my friend
A helping hand you lend
In my time of need


uenever am daun!!


Whenever I'm down
I call on you my friend

Whenever I'm down
And all that's going on
Is really going on
Just one of those days (??)

And say the right things
To keep me moving on
To keep me going strong

Whenever I'm down

In your body
In your body

Whenever I'm down
I call on you my friend
A helping hand you lend
In my time of need

Whenever I'm down
I call on you my friend

Whenever I'm down
And all that's going on
Is really going on
Just one of those days (??)

And say the right things
To keep me moving on
To keep me going strong

Whenever I'm down
I call on you my friend
A helping hand you lend
In my time of need

Whenever I'm down
I call on you my friend

(Whenever I'm down)
(I call on you...)
(Whenever I'm down)
(I call...)

In your body
In your body

This is
Hi there!!!
this post is for all my foreign friends ;o)
and ther are much more than u can recognize !!!
we rcv visit form all the word as u can see below


all around the world


and so...my friend, Excuse me for my poorest english; I know that i speak like a ripped book ;o)
but, u know, "things can only get better" ! ! !
I try to make more posts in English so u can came often to visit my blogh and leave a sign on
my TagBoard, just for say "Hallo nice work, go ahed ;)".
SEEYA !





credits

martedì, novembre 19, 2002

Ho messo Goldrake su in alto nel sito, sperando che ci rimanga.
Ripensando a Goldrake, mi viene in mente questa scena :
Cucina della casa di Via Carlo Marchi, mamma che stira, io e mio fratello seduti
davanti alla televisione a guardare i cartoni animati alle 16.00 su Rai Uno,
l'orario della "TV dei Ragazzi".
Tutto questo sembra la versione povera de "Il tempo Ritrovato" di Proust.
Mi pare che l'opera inizi con lui che mangia dei pasticcini pucciati nel the,
in un giardino...

lunedì, novembre 18, 2002

Libbbreggiando



Buonasera cari tutti.
questa sera apro le postature con un consiglio libbbresco, si tratta de
La prima sorsata di Birra di Philippe Delerm.
Io ne ho una copia nell'edizione I MITI Mondadori dal costo
minimo di vecchie 7.900 lire, saranno poco più di 4 EURI
E' un libro composto da un 20ina di storielle, tutte molto brevi, ma tutte molto belle.
Il titolo completo dell'opera è "La prima sorsata di birra, e altri piccoli piaceri della vita";
infatti gli altri capitoli del libro si chiamano :
- L'odore delle mele
- Andar per more
- In un vecchio treno
- Il croissant per strada, ecc ecc
Ogni racconto è un dipinto idilliaco che racconta antichi sapori e atavici ricordi;
mi viene in mente di paragonare ogni capitolo di questo libro, ad un quadro fatto
all'acquarello.
E' un libro tattile, fatto di ricordi, sensazioni, sentimenti e sensi, è un bel libro
da leggere magari dopo cena, in tutta tranquillità, o magari prima di addormentarsi.
Per darvi un idea del tono del libro, vi propongo il racconto che da il titolo
all'Opera.
L'idea di questo post, mi è venuta in mente stasera sulla strada del ritorno, in macchina con
Chiara; precisamente quando lei, dopo aver
sorseggiato la sua "bibitaprodottadaunafamosissimamultinazionaledellebollicine ha
detto "Certo che la prima sorsata di questo bibitaprodottadaunafamosissimamultinazionaledellebollicine ha
proprio un sapore particolare"...



::la prima sorsata di birra


E' l'unica che conta. Le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo
un appesantimento tiepido, un'abbondanza sprecata.L'ultima, forse, riacquista,
con la delusione di finire, una parvenza di potere...Ma la prima sorsata!
Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante,
frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza.
Come sembra lunga, la prima sorsata. La beviamo subito, con un'avidità falsamente istintiva.
Di fatto, tutto sta scritto: la quantità, nè troppa nè troppo poca che è l'avvio ideale;
il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua,
o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all'infinito...
Intanto, già lo sappiamo. Abbiamo preso il meglio. Riappoggiamo il bicchiere,
lo allontaniamo un po' sul sottobicchiere di materiale assorbente.
Assaporiamo il colore, finto miele, sole freddo. Con tutto un rituale di circospezione e di attesa,
vorremmo dominare il miracolo appena avvenuto e già svanito.
Leggiamo soddisfatti sulla parete di vetro il nome esatto della birra che avevamo chiesto.
Ma contenente e contenuto possono interrogarsi, rispondersi tra loro, niente si riprodurrà più.
Ci piacerebbe conservare il segreto dell'oro puro e racchiuderlo in formule.
Invece, davanti al tavolino bianco chiazzato di sole, l'alchimista geloso salva solo le apparenze
e beve sempre più birra con sempre meno gioia.
E' un piacere amaro: si beve per dimenticare la prima sorsata.




La prima sorsata di Birra


Philippe Delerm è nato nel 1950 nel sud-est della Francia e attualmente vive in Normandia. Sposato, padre di un figlio, è
rofessore di lettere al Collège de Bernay. Ha già pubblicato numerosi libri, di cui alcuni per l'infanzia. Con quest'opera, un vero caso
ditoriale, balzata in vetta alle classifiche francesi e baciata da un clamoroso successo, ha vinto il premio Grandgousier.

domenica, novembre 17, 2002

TROISI : " [...] ma che siamo veramente nell'anno 1400...no?"

Villico : " eh, quasi milleccinque!"



scarica il file audio qui



MASSIMO TROISI, non ci resta che RIMPIANGERTI

sabato, novembre 16, 2002

mi è accaduta una cosa veramente eccezzzionale
ma vela racconto domani, ormai è tardi
notte a tutti i bubotti!
ovvero gli amici di isabù!
P.S.
qui tira...un vento che non vi dico, e infatti vado a letto!

CIAO!!!!!!!

venerdì, novembre 15, 2002

Isabu tra i primi 20 ! ! !

nelle classifiche dei 50 siti più popolari e nel top 50 crediti!!!
che dire..STRAAAAFICO no?
ricevo...e senza filtro passo a voi!

postato da LIVIA ( anche lei BLOGGA su ISABU...fallo anche tu )

'notte!!! LO


IL LAMPADARIO


Era grande quel lampadario, tutto fatto di lampadine a candela fra grosse e piccole gocce di vetro.
Non so che fine possa aver fatto, lo abbiamo lasciato appeso al soffitto del salone quando ci siamo trasferite.
E' rimasto lì a guardarci andare via; gli faceva compagnia solo il grande tavolo di legno acciaio e formica verde della cucina.
Eravamo tanti in quella casa, siamo andate via solo in due e un vecchio cane malato.

E' toccato ai nuovi inquilini tirarlo giù e chissà che fine ha fatto, se lo hanno regalato
magari a un operaio oppure semplicemente lo hanno gettato via, chissà dove.
A volte in me spero che a qualcuno sia piaciuto così tanto da evitargli una triste fine dopo tanti anni di servizio
e di avventure e magari adesso ha solo cambiato proprietario, abbellendo un altro salone con la sua "leggiadra pesantezza".

Era bello ma io mi sentivo sempre piccola di fronte a lui che pur se appeso in alto sembrava superarmi,
sovrastarmi, schiacciarmi e rendermi ancor più piccola.
Avevo una sorta di timore reverenziale nei suoi confronti ma mi piacerebbe poterlo vedere di nuovo
o per lo meno mi sarebbe piaciuto decidere diversamente per lui.
Ma la casa dove siamo andate a vivere è molto più piccola e la cantina che abbiamo a disposizione
non lo avrebbe mai contenuto.

Lo ricordo grande, forse non era così ma se non lo fosse stato lo avremmo sicuramente portato via,
scegliendo quelli della casa più piccoli.
Quello dell'ingresso ora è il lume centrale del salone nella casa di campagna; oblungo nella sua forma,
di vetro e ferro battuto, è appeso alla grossa trave di legno centrale; non si addice molto alla campagna,
ma il cuore ci dice che sta bene così. Quello del salotto (avevamo sia il salone che il salotto),
simile in tutto a quello grande, ma notevolmente più piccolo, sempre con gocce di vetro e lampadine
a candela ora è il lume del nostro salone/salotto; ogni volta che lo guardo però il mio pensiero va a quello
grande e soprattutto alla nostra avventura, quella che ci legava anima e corpo. "Legata a un lampadario?"
vi starete domandando.

Era una sera fredda di novembre del 1980. Avevo 8 anni e come sempre stavo con mia nonna.
Era ora di cena, seduta in cucina mentre nonna preparava la cena; era davvero grande anche quella cucina
(tutta la casa era immensa) ma con nonna tutto era caldo e accogliente. Mamma non c'era, usciva spesso.
Mi sentì persa all'improvviso nel vuoto, la mia testa era leggera leggera, girava.
A quell'età ci si spaventa a volte di queste reazioni del corpo umano così dissi: "Nonna mi gira la testa".
Lei me lo ricordo come fosse ieri, imperterrita continuava nella sua mansione di cuoca e mi disse:
"Anche a me ma non ti preoccupare sarà la fame".

E chi si preoccupava più, di lei mi fidavo perché ha sempre saputo trasmettermi sicurezza ed è una cosa che adesso a volte mi manca moltissimo.

Ma non era la fame, pur se poteva sembrare più che plausibile. Sentimmo il campanello della porta suonare,
a distanza brevissima dalla risposta di nonna; andò ad aprire, non mandava mai me, troppo piccola.
Era la signora dell'appartamento di fronte che agitatissima disse: "Signora presto scenda che fa qui? C'è il terremoto"
Spaventatissima con lei c'erano i signori dell'appartamento a fianco (che avevano due figlie della mia età una e
un po' più piccola l'altra), ma mia nonna serafica e angelica rispose: "e allora?, no no io non scendo, la bimba è
piccola sto cucinando e poi c'è mia mamma non la posso muovere, resto qui e poi ormai è passato".
La Signora tentò di convincerla ma fu irremovibile. Nonna era fatalista e la guerra gli aveva insegnato a non aver paura.
Ne aveva viste e passate tante e me ne raccontava tutti i giorni. Era affascinante.

Ma mentre parlava con queste persone (cucina e ingresso erano confinati risentiva tutto) io di scatto,
non so per quale motivo, corsi verso la porta laterale che dava al salone direttamente dalle stanze.
Avevo vicino a me il mio cane che aveva sentito e capito ancor prima di noi e quando era così diventava
molto "coccoloso". Aprì la porta guardando in alto e rimasi a bocca aperta tra lo spaventato e l'affascinato:
il lampadario praticamente parlava da solo con quel tintinnare di tutto le sue gocce di vetro; all'improvviso
sembrava vivere di vita propria in preda a un raptus che lo faceva volteggiare pericolosamente nell'aria;
dato il suo peso capì che la scossa era stata davvero forte, dondolava da una parete all'altra.
Non si ruppe e non si staccò certo, ma faceva paura mastodontico ed elefantiaco com'era danzava come
una ballerina leggiadra e mi spaventò a tal punto che non l'ho più guardato per moltissimo tempo passando
nel salone a testa bassa.

Pietrificata riuscì però a strillare disperata piangendo: "Nonna il terremotoooo". SI occupò subito di me
e di quella mia nuova paura con tutta la sua dolcezza e attenzione. Lei invece non si spaventava mai soprattutto
dei fenomeni naturali; diceva " a quelli non gli puoi fare niente". L'anziana bis-nonna dormiva non ricordo se si accorse
di qualcosa. Fu davvero tanta la paura, mi riportò in cucina e mi fece mangiare ma fece l'errore di accendere la
vecchia televisione in bianco e nero per sentire cosa e dove fosse successo e di preciso le conseguenze.

Errore perché da quel momento della mia vita (ero piccola e impressionabile) vivo una sorta di commistione interiore
tra la paura del terremoto e un fascino calamitino che il fenomeno naturale riesce ad avere su di e,
catturando la mia attenzione e i miei pensieri.
E così è stato da quel momento in poi; vivo ogni terremoto con quella commistione interiore che mi lacera
e mi ammutolisce, soffro per quella gente che non ha più nulla che ha perso qualcuno.
L'mbria l'ho vissuta così anche perché considero Perugia la mia seconda città, quella nella quale ho vissuto
i primi momenti importanti con Lorenzo; e poi l'incanto di Assisi e Gubbio ferite così profondamente;
ci torniamo spesso e abbiamo potuto constatare il lento ritorno alla normalità e allo splendore di sempre.

Poi c'è Catania dove vive una mia grande amica e il Molise terra di persone di famiglia che reputo dei parenti;
hanno la casa gravemente lesionata e nei loro occhi ho letto paura e terrore; erano lì in quei giorni delle scosse;
gli si legge in volto la sofferenza; e fa male vederli così; hanno vissuto ogni istante e hanno visto le persone
per strada disperata senza più un dove.

Livia
Ultimo post prima che mi sfragno la testa dal sonno nel monitor...
sapevate chi o cosa eravate nella vostra precedente vita?
Io ero questo :


Anno : 1144
Luogo : Ungheria
Chi ero : Scimmia dalla grossa testa.
Personalitá : Hai viaggiato libero da ogni legame, conoscendo svariate civilta', riuscendo ad avere molteplici cucciolate.
Missione vita attuale : Per tutta la vita ti sentirai diverso e perseguitato dagli altri uomini, perciò di loro dovrai essere guida e
maestro

ora provate VOI

BUONANOTTEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
è tutto'oggi che mi flippo in testa l'ultimo CD di
PIERO PELU'
si, proprio quello che prima stava con i Litfiba
non sono riuscito a trovare i testi del nuovo album,
ma prossimamente ripeterò la ricerca
e spero di avere più furtuna.
Intanto beccatevi Bomba Boomerang





Sono io, son qua son la bomba boomerang
guarda, guarda me
di più strane non ce n'è
chi mi ha fatto non lo sa della mia diversità
solo io lo so che alla base tornerò
Bomba innamorata, bomba boomerang
torni dal tuo dio che non è di certo il mio
brutta storia questa storia,


con tutto il mio ENTUSIASMO


di chi è stata la vittoria
il destino che ho forse vi sorprenderà
bombaroli non sarete mai più soli
la mia mano do solo a chi mi lancerà
ed insieme andremo bomba a mano nella mano
bomba innamorata bomba, boomerang
torni dal tuo dio che non è di certo il mio
bomba imbambolata, bomba boomerang
abbracciata ad un dio che non è di certo il mio
brutta storia questa storia
per chi canta la vittoria
bomba bimba bimba bomba
bomba boomeranga
bomeranga boomera ranga ranga bomba
ringa ranga boomeranga bimba bomba romba
bomba bimba boomeranga bomba boomeranga